Sabato, Giugno 30, 2007
30/06/2007 [ASTI ANTIFASCISTA] Presidio contro Forza Nuova

Non e' certo passata innoservata l'inagurazione della sede astigiana di "Forza Nuova" che sabato ha aperto un punto di ritrovo di Via Giobert. All'appuntamento si sono presentati alcuni simpatizzanti del movimento di estrema destra e di ispirazione neofascista, che attendevano l'arrivo del segretario nazionale Roberto Fiore, ma erano presaenti anche numerosi giovani della sinistra giovanile e dei Centri Sociali, pronti a manifestare contro l'apertura della sede astigiana che considerano <<un affronto alla tradizione partigiana delle nostre terre>>. Il gruppo dei contestatori era ben nutrito e con loro erano presenti alcuni volti storici della sinistra locale. Presente anche nutrite compagnie delle Forze dell'Ordine che temevano, come poi e' successo, alcuni diverbi tra i due schieramenti avversi. Poco prima delle 11 i ragazzi della sinistra hanno iniziato a intonare <<Bella Ciao>> e altre canzoni che non nascondevano il loro sdegno per quanto stava avvenendo. Da Forza Nuova sono arrivati fischi e boati che hanno poi surriscaldato gli animi di alcuni presenti, passati poi alle vie di fatto con sputi e spintoni finche' le Forze dell'Ordine non sono state costrette a dividere le due fazioni al primo cenno di rissa. Subito i poliziotti si sono schierati in assetto anti-sommossa ma la situazione e' rimasta contenuta fino a quando non si e' vista arrivare l'auto di Roberto Fiore, giunto per presenziare l'inagurazione. Il politico non ha potuto che fare due passi in direzione della sede prima di essere bersagliato da insulti, cori e prima di finire sotto una pioggia di uova marce che l'hanno colpito piu' volte al petto e viso. Fiore, accolto a suon di "Fascista", e' stato circondato dagli agenti e dalle sue guardie del corpo e costretto a ripararsi nella sede dopo uno scontro verbale con i giovani di sinistra. Durante il lancio delle uova e' volato anche un tergicristallo strappato da un auto in sosta ma alla fine la situazione si e' stabilizzata. Alle 12 i manifestanti hanno lasciato la sede di Forza Nuova e si sono spostati verso il centro.
LETTERA INVIATA DAI COLLETTIVI ANTIFASCISTI AL SINDACO DI ASTI
Al Sindaco di Asti
Al Comitato Unitario Antifascista del Comune e della Provincia di Asti
Siamo un gruppo di cittadini, associazioni, realtà politiche antifasciste e associazioni che si ispirano alla Dichiarazione dei Diritti dell'uomo.
Siamo fortemente preoccupati della presenza in città di gruppi di ispirazioni neofasciste, in particolare della presenza ad Asti del movimento "Forza Nuova".
Facciamo notare che nelle istanze sostenute da Forza Nuova vi sono chiari richiami xenofobi e di divisione sociale , la presenza di Forza Nuova è ancor più preoccupante per le garanzie di libertà di parola degli altri movimenti.
E’ noto che Forza Nuova ha come fondatori e finanziatori due nomi già conosciuti per vicende penali della destra radicale: Roberto Fiore (ex-Terza Posizione, condannato per associazione sovversiva e banda armata) e Massimo Morsello (ex-NAR, anch'egli condannato per associazione sovversiva e banda armata), latitanti in Inghilterra dopo la strage di Bologna del 1980 e rientrati entrambi in Italia quando i reati caddero in prescrizione. Sono molte le città dove loro militanti si sono resi protagonisti di aggressioni, a proposito di sicurezza. Inoltre sono pervenute attraverso il sito di Forza Nuova, minacce a esponenti politici, inoltre nei siti di Forza Nuova non sono affatto velati i richiami al fascismo.
Forza Nuova ha aperto ad Asti un mese fa la propria sede a pochi metri dalla piazza dedicata a una delle vittime della Strage di Bologna.
Facciamo notare inoltre che ogni anno nella nostra città avviene e negli ultimi anni è stata ostacolata, una deposizione di fiori in Piazza Campo del Palio proprio in concomitanza con le Celebrazioni del 25 Aprile della Festa della Liberazione.
Tale deposizione avviene nel posto dove vennero eseguite le condanne a morte di cinque responsabili di omicidio aggravato, spionaggio, aiuto al nemico e saccheggio.
La cultura della giustizia oggi è cambiata, grazie al costume democratico, per cui siamo contrari alla pena di morte, ma all’epoca furono legalmente condannati a morte dal Tribunale Speciale di Asti. Il gruppo che depone i fiori è costituito da militanti dei partiti dell'estrema destra - non parenti delle vittime – per cui si deve dire che il gesto è puramente una provocazione verso chi lotto per un Italia libera e democratica.
I morti si possono piangere sulle loro tombe e non come gesto di onore politico, quando la loro condotta non fu un esempio per le future generazioni chiediamo formalmente al sindaco di porre fine a questa provocazione e che dal prossimo anno il 25 aprile la manifestazione ufficiale venga fatta partire da Piazza Campo del Palio, per non lasciare soli in questa lotta i giovani antifascisti impegnati a contrastarla.
"SIAMO TUTTI UGUALI DAVANTI ALLA MORTE NON DAVANTI ALLA STORIA".
Crediamo che questo gesto scelto come provocazione debba essere impedito dalle Istituzioni. Asti, decorata con l’intera Provincia come città della resistenza, ha contribuito alla nascita della Repubblica e della Costituzione, grazie alla ribellione popolare contro la dittatura fascista e non si capisce come sia concesso a organizzazioni autoritarie di riaprire con affermazioni e slogan infondati una fase drammatica della storia artigiana e italiana che deve essere considerata conclusa proprio grazie alla proclamazione della Costituzione repubblicana.
Come movimenti antifascisti cittadini che si ispirano alla nonviolenza, crediamo che la presenza di tali gruppi potrebbe essere di pericolo per l’attuale pacifica convivenza democratica, impedendo che si vengano a creare tensioni opportunamente evitabili.
Riteniamo che sia dovere primario del Comune promuovere con strutture appositamente previste la cultura del reciproco ascolto, del dialogo rispettoso, della gestione nonviolenta dei conflitti, della pace come frutto della giustizia sociale nel rispetto dei diritti umani; di coordinare perciò iniziative culturali di ricerca, di informazione e documentazione, di formazione del cittadino, che tendano concretamente a costruire localmente. grazie all’apporto di tutti, una terra di pace.
Signor Sindaco, chiediamo che sia convocato in questa ottica e in questo spirito il Comitato Unitario Antifascista di cui lei è Presidente, rimarcando che il ruolo delle Istituzioni previste dalla nostra Costituzione si fonda sull'antifascismo per il fatto stesso che si fonda sul confronto democratico..
Le ricordiamo anche l’importanza di rendere pubblico l’incontro in modo da permettere alla cittadinanza di partecipare.
Al Comitato Unitario Antifascista del Comune e della Provincia di Asti
Siamo un gruppo di cittadini, associazioni, realtà politiche antifasciste e associazioni che si ispirano alla Dichiarazione dei Diritti dell'uomo.
Siamo fortemente preoccupati della presenza in città di gruppi di ispirazioni neofasciste, in particolare della presenza ad Asti del movimento "Forza Nuova".
Facciamo notare che nelle istanze sostenute da Forza Nuova vi sono chiari richiami xenofobi e di divisione sociale , la presenza di Forza Nuova è ancor più preoccupante per le garanzie di libertà di parola degli altri movimenti.
E’ noto che Forza Nuova ha come fondatori e finanziatori due nomi già conosciuti per vicende penali della destra radicale: Roberto Fiore (ex-Terza Posizione, condannato per associazione sovversiva e banda armata) e Massimo Morsello (ex-NAR, anch'egli condannato per associazione sovversiva e banda armata), latitanti in Inghilterra dopo la strage di Bologna del 1980 e rientrati entrambi in Italia quando i reati caddero in prescrizione. Sono molte le città dove loro militanti si sono resi protagonisti di aggressioni, a proposito di sicurezza. Inoltre sono pervenute attraverso il sito di Forza Nuova, minacce a esponenti politici, inoltre nei siti di Forza Nuova non sono affatto velati i richiami al fascismo.
Forza Nuova ha aperto ad Asti un mese fa la propria sede a pochi metri dalla piazza dedicata a una delle vittime della Strage di Bologna.
Facciamo notare inoltre che ogni anno nella nostra città avviene e negli ultimi anni è stata ostacolata, una deposizione di fiori in Piazza Campo del Palio proprio in concomitanza con le Celebrazioni del 25 Aprile della Festa della Liberazione.
Tale deposizione avviene nel posto dove vennero eseguite le condanne a morte di cinque responsabili di omicidio aggravato, spionaggio, aiuto al nemico e saccheggio.
La cultura della giustizia oggi è cambiata, grazie al costume democratico, per cui siamo contrari alla pena di morte, ma all’epoca furono legalmente condannati a morte dal Tribunale Speciale di Asti. Il gruppo che depone i fiori è costituito da militanti dei partiti dell'estrema destra - non parenti delle vittime – per cui si deve dire che il gesto è puramente una provocazione verso chi lotto per un Italia libera e democratica.
I morti si possono piangere sulle loro tombe e non come gesto di onore politico, quando la loro condotta non fu un esempio per le future generazioni chiediamo formalmente al sindaco di porre fine a questa provocazione e che dal prossimo anno il 25 aprile la manifestazione ufficiale venga fatta partire da Piazza Campo del Palio, per non lasciare soli in questa lotta i giovani antifascisti impegnati a contrastarla.
"SIAMO TUTTI UGUALI DAVANTI ALLA MORTE NON DAVANTI ALLA STORIA".
Crediamo che questo gesto scelto come provocazione debba essere impedito dalle Istituzioni. Asti, decorata con l’intera Provincia come città della resistenza, ha contribuito alla nascita della Repubblica e della Costituzione, grazie alla ribellione popolare contro la dittatura fascista e non si capisce come sia concesso a organizzazioni autoritarie di riaprire con affermazioni e slogan infondati una fase drammatica della storia artigiana e italiana che deve essere considerata conclusa proprio grazie alla proclamazione della Costituzione repubblicana.
Come movimenti antifascisti cittadini che si ispirano alla nonviolenza, crediamo che la presenza di tali gruppi potrebbe essere di pericolo per l’attuale pacifica convivenza democratica, impedendo che si vengano a creare tensioni opportunamente evitabili.
Riteniamo che sia dovere primario del Comune promuovere con strutture appositamente previste la cultura del reciproco ascolto, del dialogo rispettoso, della gestione nonviolenta dei conflitti, della pace come frutto della giustizia sociale nel rispetto dei diritti umani; di coordinare perciò iniziative culturali di ricerca, di informazione e documentazione, di formazione del cittadino, che tendano concretamente a costruire localmente. grazie all’apporto di tutti, una terra di pace.
Signor Sindaco, chiediamo che sia convocato in questa ottica e in questo spirito il Comitato Unitario Antifascista di cui lei è Presidente, rimarcando che il ruolo delle Istituzioni previste dalla nostra Costituzione si fonda sull'antifascismo per il fatto stesso che si fonda sul confronto democratico..
Le ricordiamo anche l’importanza di rendere pubblico l’incontro in modo da permettere alla cittadinanza di partecipare.